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	<title>Commenti a: PELLET RADIOATTIVO NATUR KRAFT</title>
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	<description>Stufe a Pellet: notizie, commenti consigli e recensioni</description>
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		<title>Di: cancamilin</title>
		<link>http://www.pelletsblog.com/domande/pellet-radioattivo-natur-kraft/#comment-10061</link>
		<dc:creator>cancamilin</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 18:22:22 +0000</pubDate>
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		<description>in sostanza sta storia del pellet radioattivo è solo una BUFALA</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>in sostanza sta storia del pellet radioattivo è solo una BUFALA</p>
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		<title>Di: cancamilin</title>
		<link>http://www.pelletsblog.com/domande/pellet-radioattivo-natur-kraft/#comment-10060</link>
		<dc:creator>cancamilin</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 18:21:42 +0000</pubDate>
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		<description>Finalmente stanno arrivando le prime analisi serie da parte dell’ARPA sul presunto pellet radioattivo.
L’ARPA del piemonte è stato il primo a pubblicare le proprie conclusioni:
-le tracce di Cesio trovate dopo analisi nelle ceneri sono insignificanti (meno del limite di 1000 bq)
-anche ipotizzando ceneri radioattive così come riportato dagli organi di stampa (40.000 bq) non ci sono rischi per la salute dell’utilizzatore finale.

“Le analisi hanno verificato nelle ceneri tracce insignificanti di radiazione ma anche ipotizzando ceneri radioattive così come riportato dagli organi di stampa (40.000 bq), la stima di dose annua può essere semplicemente calcolata dalla seguente formula:
H = TU·TR·TP·CR·CD·C
Inserendo quindi nell’espressione i valori sopra riportati si ottiene:
H = 30,6 nSv/anno
cioè un valore del tutto insignificante.

Anche considerando approcci più cautelativi, assumendo cioè ad esempio che il coefficiente di risospensione sia superiore di un ordine di grandezza (CR = 10-5) si ricaverebbe comunque una dose ampiamente al di sotto di 1 mSv/anno, un valore comunque assolutamente trascurabile, essendo inferiore al limite di 10 mSv/anno che la norma (allegato I del D. Lgs. 230/95) fissa come criterio per la non rilevanza radiologica.

Segnaliamo infine che, sempre prendendo come riferimento per la concentrazione delle ceneri i 40000 Bq/kg, sono da considerarsi del tutto trascurabili gli eventuali contributi di dose derivanti dallo spargimento delle ceneri stesse come concime in orti e coltivazioni: la dispersione nel suolo del Cs-137 e il suo trasferimento dal suolo stesso alle colture sono infatti processi complessi che, in generale, tendono però diluire la concentrazione di inquinante che giunge al consumatore.”</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente stanno arrivando le prime analisi serie da parte dell’ARPA sul presunto pellet radioattivo.<br />
L’ARPA del piemonte è stato il primo a pubblicare le proprie conclusioni:<br />
-le tracce di Cesio trovate dopo analisi nelle ceneri sono insignificanti (meno del limite di 1000 bq)<br />
-anche ipotizzando ceneri radioattive così come riportato dagli organi di stampa (40.000 bq) non ci sono rischi per la salute dell’utilizzatore finale.</p>
<p>“Le analisi hanno verificato nelle ceneri tracce insignificanti di radiazione ma anche ipotizzando ceneri radioattive così come riportato dagli organi di stampa (40.000 bq), la stima di dose annua può essere semplicemente calcolata dalla seguente formula:<br />
H = TU·TR·TP·CR·CD·C<br />
Inserendo quindi nell’espressione i valori sopra riportati si ottiene:<br />
H = 30,6 nSv/anno<br />
cioè un valore del tutto insignificante.</p>
<p>Anche considerando approcci più cautelativi, assumendo cioè ad esempio che il coefficiente di risospensione sia superiore di un ordine di grandezza (CR = 10-5) si ricaverebbe comunque una dose ampiamente al di sotto di 1 mSv/anno, un valore comunque assolutamente trascurabile, essendo inferiore al limite di 10 mSv/anno che la norma (allegato I del D. Lgs. 230/95) fissa come criterio per la non rilevanza radiologica.</p>
<p>Segnaliamo infine che, sempre prendendo come riferimento per la concentrazione delle ceneri i 40000 Bq/kg, sono da considerarsi del tutto trascurabili gli eventuali contributi di dose derivanti dallo spargimento delle ceneri stesse come concime in orti e coltivazioni: la dispersione nel suolo del Cs-137 e il suo trasferimento dal suolo stesso alle colture sono infatti processi complessi che, in generale, tendono però diluire la concentrazione di inquinante che giunge al consumatore.”</p>
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